Il gruppo di ricerca sulle Digital Humanities (ReDH) si concentra su due principali aspetti del digitale applicato alla ricerca in ambito umanistico:
- l’esplorazione di strumenti digitali (tools) per l’analisi di testi/discorsi (per es. software per l’analisi di corpora) e
- l’indagine di prodotti della comunicazione “nativa” digitale (per es. contenuti dei media digitali), in particolare in ambito culturale e istituzionale.
Al crocevia di questi due aspetti si colloca l’Intelligenza Artificiale, intesa sia come strumento sia come forma di comunicazione digitale per eccellenza. Le ricerche, anche di carattere interdisciplinare, affrontano quindi da un lato questioni metodologiche legate all’innovazione digitale, e dall’altro questioni epistemologiche, analizzando come le nuove tecnologie contribuiscano ad un cambio di paradigma nella comunicazione culturale e istituzionale, con risvolti non solo linguistici, ma anche etici e sociali.
La ricerca del gruppo si occupa di:
- Utilizzo dell’AI nell’apprendimento delle lingue (straniere) o per la creazione di agenti (es. Co-Pilot) a supporto di attività di raccolta materiali, analisi avanzata e produzione di documenti
- Analisi multimodale del discorso (per es. politico, mediatico, etnografico, …)
- Nuovi formati della comunicazione museale digitale
- Utilizzo di realtà aumentata, virtuale e mista nella comunicazione e nei contesti educativi
- Valorizzazione del patrimonio e archivi digitali
- Alcuni approcci teorico-metodologici:
- Analisi (critica) del discorso
- Pragmatica funzionale
- Linguistica dei corpora
- Cooperative digital ethnography
Il gruppo intende promuovere la creazione di una rete di competenze nel campo delle infrastrutture digitali – già in uso o di auspicabile sviluppo/acquisizione – utili alla ricerca in ambito umanistico. Si prevede l’organizzazione di momenti di confronto interno ed esterno al gruppo, anche in ottica formativa, come attività di reciproco aggiornamento e di restituzione delle attività del gruppo alla comunità scientifica.
Componenti
Patrizia Anesa - Si occupa di linguistica applicata, analisi del discorso e studi sulla comunicazione professionale e istituzionale, con particolare attenzione ai contesti digitali. Parte del suo lavoro si concentra sulla comunicazione interculturale e cross-culturale attraverso AR, VR, MR, e AI. Attualmente è PI nell’ambito del progetto PRIN “Enhancing ESP competence in educational and professional contexts via Augmented Reality”. Il suo volume “Lexical innovation in World Englishes: Cross-fertilization and Evolving Paradigms” (Routledge) ha ricevuto l’ESSE (European Society for the Study of English) Book Award e l’AIA (Associazione Italiana Anglisti) honorable mention.
Elena Bougleux - Insegna Antropologia culturale e Antropologia dei Paesi Asiatici all’Università di Bergamo. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Relatività generale presso l’Istituto Max Planck per la Fisica Gravitazionale a Potsdam (2000), è stata Research Associate presso l’Istituto Max Planck per la Storia della fisica a Berlino (2003-2004) e ricercatore M-DEA/01 presso il centro di ricerca sull’Epistemologia della Complessità, CE.R.CO., dell’Università di Bergamo (2004-2007). È stata membro del network europeo “The Globalization of Knowledge and its Consequences” (MPG, Freie Universitaet Berlin, 2006-2010). Ha studiato i processi di trasferimento della conoscenza e della sostenibilità in ambito industriale, nel contesto del sud dell’India (2009-2016). Dal 2014 è docente dell’Anthropocene Curriculum
Project (MPI for the History of Science, Haus der Kulturen der Welt), per il quale è responsabile delle linee di ricerca in “Anthropogenic Landscapes” e “Urban diffractions of the Technosphere”. Attualmente è responsabile scientifico dei progetti “Living and Dying in the Tarim Basin: The Commodification of People in Ancient Desert Settlements”, “Mines and
Water: Interpreting European Industrial Heritage” e “Strengthening Higher Education in the Water Sector for Climate Resilience and Security in Central Asia”.
Raul Calzoni - Professore Ordinario di “letteratura tedesca” presso il Dipartimento di Lingue, letterature e culture straniere dell’Università̀ degli Studi di Bergamo, di cui è Direttore da ottobre 2024 e dove insegna "Letteratura tedesca" e "Comparative Literature". Presidente del Corso di laurea in "Lingue e letterature straniere moderne" (L-11) dal 2018 al 2024 e
Coordinatore del Corsi di Dottorato di ricerca in "Studi umanistici transculturali" dal 2021 al 2024, è referente per l'Ateneo del «PhDnet - Literary and Cultural Studies», al quale aderiscono la Justus-Liebig-Universitaet (JLU) di Giessen e le Università di Bergamo, Graz, Helsinki, Lisbona, Stoccolma e Warwick. Esperto della valutazione iniziale e periodica delle Sedi e dei Corsi di Studio (AVA), per il triennio 2022-2025 è membro del Direttivo dell'«AIG Associazione italiana di Germanistica» e componente dell'Executive Board dell'«ICLA - International Comparative Literature Association». Le sue ricerche indagano la letteratura del periodo classico-romantico (J. W. von Goethe, F. Schiller, Novalis, E.T.A. Hoffmann), del Vormärz, del Realismo poetico (G. Büchner e T. Storm) e la civiltà letteraria tedesca della Moderne (Benjamin, Bloch, Döblin). Suo ambito di ricerca sono anche le strategie di riscrittura e trasmissione della memoria culturale europea nella letteratura di lingua tedesca, come pure il rapporto fra ricordo, storia e testimonianza nella letteratura relativa alla Seconda guerra mondiale, alla Shoah dopo la cesura del nazismo (G. de Bruyn, G. Grass, G. Roth, W. Kempowski, W.G. Sebald). Recentemente i suoi studi si sono orientati verso l’analisi del rapporto fra scienza e letteratura, con particolare attenzione al
periodo della Frühromantik e alla sperimentazione estetica del secondo Novecento (G. Benn, H. Heißenbüttel). Si occupa anche di intermedialità fra scrittura e arti figurative e fra letteratura e musica, nonché di teoria e prassi della traduzione.
Fabio Cleto - Professore Ordinario di Letteratura inglese, si occupa di storia culturale, memoria, heritage, immaginari della cultura di massa, politica della rappresentazione, serialità, transmedialità, cultura visiva, cultura pop, politica dell’identità, studi di genere, camp, teoria queer e storia del presente. Ha curato diverse rassegne culturali e scritto per cinema, radio, televisione, giornali, web. Il suo lavoro ha guidato nel 2019 la mostra "Camp: Notes on Fashion" del Metropolitan Museum of Art di New York, e il relativo MET Gala.
Stefania Consonni - Professore Associato di Critica letteraria e letterature comparate, si occupa di teoria, storia e critica della letteratura e dell'arte; di morfologia di generi e stili; di relazioni fra linguaggio, arti ed estetica; di narratologia, racconto, romanzo e scrittura per il cinema e altri media; di linguaggi della creatività (fra cui i mattoncini Lego). Ha pubblicato saggi e volumi sulla cultura letteraria e visiva moderna e contemporanea, in prospettiva comparatistica, intersemiotica e intermediale.
Larissa D’Angelo - Professoressa Associata di Lingua, Linguistica e Traduzione Inglese presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università di Bergamo. È responsabile dell’Eye Tracking Lab e membro del Centro di Ricerca sui Linguaggi Specialistici (CERLIS) dell’Università di Bergamo. Si è specializzata in lingua inglese negli Stati Uniti (Youngstown State University), conseguendo un Master of Arts, un Certificato TESOL e un Certificato in letteratura per l'infanzia e per l'adolescenza. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Linguistica Applicata presso l'Università di Reading (UK). I suoi principali interessi di ricerca riguardano l'inglese per scopi specifici, l'inglese per scopi accademici, le analisi multimodali e gli studi di eye tracking.
Stefania M. Maci - Professoressa Ordinaria di Lingua, Linguistica e Traduzione Inglese presso l’Università di Bergamo. Si è laureata in Lingue e Letterature Straniere presso l’Università Ca’ Foscari di Venezia, dove
ha conseguito anche il diploma di specializzazione in Linguistica e Filosofia del Linguaggio. Ha perfezionato i propri studi presso UCL – University College of London (UK) – e Warwick University (UK). Ha un PhD in Applied Linguistics conseguito presso il Dipartimento di Linguistics and English Language di Lancaster University (UK). Attualmente è Fulbright Distinguished Chair presso University of Pittsburgh (US). La sua indagine è concentrata sull’analisi della lingua inglese usata in ambienti accademici, con particolare riguardo all’inglese turistico, all’inglese medico e alla costruzione dell’identità
(professionale) in contesti nazionali, internazionali e professionali. Si occupa, inoltre, di AI e LLMs, con un approccio basato sulla Corpus Linguistics e sui Critical Discourse Studies. Le sue pubblicazioni più recenti sono The Routledge Handbook of Scientific Communication (2022) The Routledge Handbook of Discourse and Disinformation (2023), and Translating Tourism (2025).
Manuela Caterica Moroni - Ricercatrice (2007-2016) e successivamente Professoressa Associata (2016-2021) presso l’Università di Trento. Dal 2021 è Professoressa Associata di Lingua, traduzione e linguistica tedesca (SSD GERM-01/C) presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università degli Studi di Bergamo. I suoi principali ambiti di ricerca riguardano i mezzi di espressione della modalità in tedesco (in particolare particelle e verbi modali) e la prosodia, con particolare attenzione all’uso dell’intonazione nel parlato, anche in prospettiva comparativa con l’italiano. Ha svolto ricerche per la tesi di dottorato dal 2004 al 2007 presso l’Institut für Deutsche Sprache di Mannheim, dove ha effettuato ulteriori periodi di ricerca nel 2010 e nel 2013. Nel 2017-2018 ha trascorso un semestre di ricerca
presso l’Università di Heidelberg. Nel semestre estivo 2015 ha tenuto tre insegnamenti di linguistica tedesca presso l’Istituto di Germanistica dell’Università di Dresda. Nel 2019 ha ottenuto la venia legendi in linguistica tedesca presso l’Università di Berna con una tesi di abilitazione sull’uso dell’intonazione in varietà regionali del tedesco e dell’italiano.
Stefano Morosini - Ricercatore (Rtd-B) in Storia contemporanea presso l’Università degli Studi di Bergamo, dove è anche Delegato del Rettore alla ricerca internazionale in area umanistico-giuridica e membro del Comitato scientifico del Centro Studi sul Territorio “Lelio Pagani”. La sua attività scientifica si concentra sulla storia ambientale delle Alpi, sui luoghi della memoria della Grande Guerra e, più in generale, sulla valorizzazione del patrimonio storico e paesaggistico. È promotore di diversi progetti Interreg Italia-Svizzera e con il Parco Nazionale dello Stelvio.
Giuseppe Previtali - Professore associato in Cinema, fotografia, televisione e media audiovisivi presso il Dipartimento di Lingue, Letterature e Culture Straniere dell’Università degli Studi di Bergamo. In precedenza, è stato assegnista presso il Dipartimento di Lettere, Filosofia e Comunicazione (2019-2022) e docente a contratto presso il Dipartimento di Scienze Umane
e Sociali (2019-2023) del medesimo Ateneo. Ha svolto periodi di visiting all'estero in Francia (École des hautes études en sciences sociales, Université Lumière Lyon 2) e Lettonia (Riga Technical University). I suoi principali interessi di ricerca riguardano le forme estreme delle visualità
contemporanea, con specifico riferimento ai contesti di conflitto (guerra, terrorismo, rivolta) e alle estetiche e politiche delle perpetrator-generated images. Ha pubblicato estesamente su questi temi ed è in particolare autore dei volumi Pikadon. Sopravvivenze di Hiroshima nella cultura visuale giapponese (Aracne, 2017), L’ultimo tabù. Filmare la morte fra spettacolarizzazione e politica dello sguardo (Meltemi, 2020), Educazione visuale (McGraw-Hill, 2021), Che cosa sono le digital humanities (Carocci, 2023), Postmedia Education (McGraw-Hill, 2025 - con G. Grossi e R. Nardone) e Che cos'è il trash (Carocci, 2025). Fa parte di numerose iniziative di ricerca sui temi di sua competenza e, in particolare, è coordinatore del NECS workgroup dedicato al cinema fra nord Africa e Medio Oriente e
fondatore del NECS workgroup dedicato all'educazione visuale. Dal 2025, è Principal Investigator del progetto "JAVISar - Jihadism Archives. Visual and Intermedia Strategies Against Radicalization" (bando FIS3 Starting Grant).
Michela Tonti - Insegna e svolge attività di ricerca presso l’Università di Bergamo dal 1 febbraio 2022. Ha conseguito il Dottorato di ricerca (XXXI ciclo) presso Alma Mater Studiorum Università di Bologna - Dipartimento Interpretazione e Traduzione (campus di Forlì) il 21 marzo 2019, con una tesi premiata nel 2019 dalla Società Universitaria per gli Studi di Lingua e Letteratura Francese con la pubblicazione del volume monografico Le nom
de marque dans le discours au quotidien : prisme lexiculturel et linguistique (Paris, L’Harmattan, 2020). Le sue aree di ricerca comprendono la linguistica dei corpora, l'analisi del discorso mediata dal computer nonché la retorica e l’argomentazione supportata da usi metaforici, la semantica referenziale e l'onomastica commerciale da una prospettiva lessicologica, linguistica e legale. La terminologia e in particolare la neonimia nei settori del diritto europeo, della contabilità e dell'uguaglianza di genere sono stati oggetto di diversi progetti. Dal 2020 si occupa anche di traduzione neurale e in particolare del progetto europeo Artificial Intelligence for European Integration (2020-2023), coordinando i gruppi di lingua italiana e francese del progetto Empowering Multilingual Inclusive Communication - E-MIMIC in collaborazione con l'Università di Bologna e il Politecnico di Torino di cui è stata borsista di ricerca dal settembre 2021 al 31 gennaio 2022. E’ stata collaboratrice esterna del progetto PRIN 2022 Empowering Multilingual Inclusive Communication il cui capofila era il Politecnico di Torino, coadiuvato dall’Università di Bologna e dall’Università di Roma 2 Tor Vergata.
Attività di ricerca e laboratori
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PRIN: Enhancing ESP competence in educational and professional contexts via Augmented Reality National Research Project (DD MUR n. 104 del 02.02.2022) funded by EU –NextGenerationEU, CUP F53D23004810006 (principal investigator: prof. P. Anesa)
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Eye Tracking Lab (coordinatrice: prof. L. D’Angelo)
Il Laboratorio di Eye Tracking dell'Università di Bergamo offre hardware e software all'avanguardia che consentono ai ricercatori del dipartimento di effettuare diverse letture biometriche. Il laboratorio è dotato di una postazione fissa e di una postazione mobile che consente di svolgere ricerche sul campo.
Attrezzature: Tobii Pro Nano Eye Tracker (eye tracking), HTC Vive Pro Eye (VR eye-fixation e raccolta dati), Shimmer 3 GSR+ Kit (Galvanic Skin Response), iMotions Affectiva (misuratore delle espressioni facciali)
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Oculus Quest 2 Lab (coordinatrice: prof. C.G. Spinzi)
Gli Oculus Visors sono stati progettati per consentire agli studenti di svolgere sessioni di mediazione linguistica in quattro tipi di contesti: Questura, SPRAR, Tribunale e Commissione Territoriale per l'Immigrazione. Tecnologia utilizzata: Viroi Oculus; Software: Unity.
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Multimedia VideoDigitalLab (coordinatrice: prof. A. Ghisalberti)
Il Multimedia VideoDigitalLab è principalmente rivolto agli studenti specializzati nella gestione dei nuovi sistemi di comunicazione visiva. Il laboratorio, situato presso il Master in Geourbanism, è dotato di cinque postazioni di lavoro iMac da 27 pollici, con cuffie con microfono, periferiche hardware, gruppi di continuità, nonché licenze per software di grafica e editing video. Il laboratorio fornisce le competenze applicative per l'ideazione e la produzione di brevi video, immagini e sistemi di comunicazione visiva da utilizzare nella governance territoriale, nei processi partecipativi o per presentare e valorizzare le specificità, le potenzialità e le criticità dei territori in un'ottica di rigenerazione urbana o di tutela ambientale.
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Simultaneous Interpreting Lab (coordinatrice: S. M. Maci)
Nell'ambito delle attività del Gruppo di Ricerca in Digital Humanities (ReDH), la Sala 2 di Via Salvecchio ospita il Laboratorio di Interpretazione Simultanea, composto da quattro cabine di interpretazione simultanea (per un totale di otto postazioni di lavoro) utilizzate sia per l'insegnamento delle lingue che per attività seminariali e laboratoriali che coinvolgono interpreti e traduttori professionisti. Sono state inoltre acquistate licenze per sofisticati programmi di assistenza alla traduzione (strumenti CAT), come Trados Studio e Trados Studio 2021, leader del settore, con i quali sono stati organizzati workshop specifici.